Intestino irritabile (IBS): sintomi, diagnosi e percorsi personalizzati

Posted by SYNLAB blog.on 02.02.26
Intestino irritabile (IBS): sintomi, diagnosi e percorsi personalizzati

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) è uno dei disturbi gastrointestinali funzionali più diffusi e spesso sottovalutati.

Comprendere al meglio sintomi come gonfiore intestinale, dolore addominale, diarrea frequente o stipsi cronica è essenziale per riconoscere quando richiedere un approfondimento diagnostico gastroenterologico e impostare un percorso terapeutico personalizzato.

Che cosa si intende per intestino irritabile

Non si tratta semplicemente di un “dolore addominale” ricorrente o di una generica sensibilità alimentare: oggi l’IBS è riconosciuta come un disturbo dell’interazione intestino–cervello, in cui il dialogo tra l’apparato digerente e il sistema nervoso non funziona in modo ottimale.

Questo può tradursi in sintomi persistenti, talvolta invalidanti, con un impatto significativo sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e sul benessere emotivo.

I principali sintomi dell’intestino irritabile

L’IBS si diagnostica sulla base dei sintomi. Sebbene l’intensità e la combinazione possano variare da persona a persona, i disturbi più comuni sono:

    • dolore o crampi addominali, spesso a localizzazione variabile;
    • gonfiore e distensione addominale, che peggiorano durante la giornata;
    • alterazioni dell’alvo: diarrea, stipsi o oscillazione tra le due.

Possono associarsi anche urgenza evacuativa, sensazione di evacuazione incompleta, presenza di muco nelle feci o un peggioramento dei sintomi dopo i pasti.

Questi sintomi possono comparire singolarmente o alternarsi, influenzando in modo significativo la vita quotidiana. Analizziamoli più nel dettaglio.

Gonfiore intestinale

Il gonfiore intestinale non è solo una sensazione passeggera di “pancia piena”: spesso deriva da fermentazione batterica eccessiva, microbiota in disequilibrio o da una risposta intestinale amplificata al cibo. Infatti, anche condizioni come celiachia, sensibilità o intolleranze alimentari giocano un ruolo importante nel determinare questo sintomo.

Dolore addominale, diarrea e stipsi cronica

Il dolore addominale associato all’intestino irritabile è spesso descritto come un fastidio che migliora temporaneamente dopo l’evacuazione. Diarrea frequente e stipsi cronica sono altre due manifestazioni tipiche dell’IBS: alternanza di questi fenomeni è frequente in chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile.

Perché succede? Capire i meccanismi dell’IBS

La sindrome dell’intestino irritabile non ha una causa unica. È il risultato dell’interazione di più fattori, tra cui:

  • alterazioni della motilità intestinale (intestino troppo rapido o troppo lento);
  • ipersensibilità viscerale, per cui stimoli normalmente innocui vengono percepiti come dolorosi;
  • una lieve infiammazione della mucosa intestinale;
  • alterazioni del microbiota intestinale.

Questi elementi aiutano a spiegare perché stress, alimentazione e stile di vita possano influenzare in modo così marcato l’andamento dei sintomi e perché l’IBS si presenti in forme molto diverse tra i pazienti.

Quando sospettare l'IBS

Se i sintomi persistono da almeno sei mesi, l’IBS è un’ipotesi concreta. Tuttavia, alcuni segnali richiedono maggiore attenzione perché possono indicare condizioni diverse e più serie:

  • diminuzione del peso non intenzionale;
  • sanguinamento rettale;
  • anemia sideropenica;
  • familiarità per tumore del colon-retto o malattie infiammatorie intestinali;
  • esordio dei sintomi in età avanzata;
  • febbre, vomito ricorrente, dolore notturno che sveglia

In questi casi è necessario un approfondimento medico strutturato.

Come si diagnostica l'IBS

La diagnosi di IBS segue oggi un approccio chiaro e razionale, basato sulle linee guida nazionali e internazionali.

La visita specialistica permette di confermare il sospetto diagnostico, di identificare il sottotipo di IBS (diarrea prevalente, stipsi prevalente o forma mista) e di impostare un percorso di gestione personalizzato.

Inoltre, nella maggior parte dei casi sono sufficienti pochi esami mirati:

  • emocromo
  • PCR o calprotectina fecale: per escludere malattie infiammatorie intestinali nei casi con diarrea
  • sierologia per celiachia nei pazienti con alvo diarroico o misto

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Fonti

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