Chlamydia trachomatis è il batterio responsabile della clamidia, una delle infezioni a trasmissione sessuale più diffuse. Il test di elezione per rilevare l'infezione è il test molecolare (PCR), che va a individuare in maniera specifica la presenza del batterio in campioni prelevati a livello urogenitale. Molte persone infette risultano asintomatiche o presentano solo una sintomatologia lieve, con dolore nel basso addome o bruciore durante la minzione. L'infezione viene di solito trattata facilmente tramite terapia antibiotica, ma, se non gestita in maniera adeguata, può portare a gravi complicanze a livello dell’apparato riproduttivo o ad altri problemi di salute.
Neisseria gonorrhoeae (o gonococco di Neisser) è il batterio responsabile della gonorrea, un'infezione a trasmissione sessuale. La presenza del batterio viene ricercata in campioni prelevati a livello urogenitale attraverso un test molecolare (PCR). I sintomi della gonorrea sono quelli tipici delle altre malattie a trasmissione sessuale - bruciore durante la minzione, dolore nel basso addome, secrezioni dall'uretra - ma si manifestano più frequentemente negli uomini che nelle donne. L'infezione viene di solito trattata facilmente tramite terapia antibiotica, ma, se non gestita in maniera adeguata, può portare a gravi complicanze a livello dell’apparato riproduttivo o ad altri problemi di salute.
Sifilide (TPHA qualitativo)
TPHA qualitativo è un test in grado di rilevare la presenza nel sangue di anticorpi specifici diretti contro gli antigeni del Treponema pallidum, agente responsabile della sifilide. È generalmente effettuato assieme al test VDRL per ottenere maggiore accuratezza diagnostica. I pazienti che si sottopongono a test sierologico durante la fase iniziale della malattia possono risultare negativi agli anticorpi, specialmente se il test viene eseguito entro le prime una o due settimane dall'inizio dei sintomi. Nella fase successiva, invece, con il progredire della malattia, si osserva un picco nella quantità di anticorpi presenti nel circolo sanguigno.
Mycoplasma genitalium è un batterio responsabile di infezioni all'apparato riproduttivo, in particolare a livello dell'uretra e della cervice. La trasmissione dell'infezione avviene tramite i rapporti sessuali, soprattutto se occasionali e senza utilizzo del profilattico, con un partner infetto. L'infezione può essere asintomatica oppure può presentarsi con sintomi tipici delle uretriti per gli uomini (difficoltà nella minzione, prurito uretrale, secrezioni purulente dall'uretra) e delle cerviciti per le donne (difficoltà nella minzione, prurito vaginale e secrezioni vaginali). Il mycoplasma genitalium è spesso alla base di infezioni urogenitali risultate negative a test per clamidia e gonorrea.
Trichomonas vaginalis è il batterio responsabile della tricomoniasi, infezione trasmessa tramite il contatto sessuale (vaginale, anale o orale) con un partner infetto. I fattori di rischio includono rapporti sessuali, soprattutto se occasionali, e il mancato utilizzo del profilattico. Tra i test per individuare la presenza del batterio vi sono il test molecolare (PCR) oppure la coltura batterica su campioni prelevati a livello urogenitale. I sintomi associati alla tricomoniasi sono tipici delle infezioni sessualmente trasmesse: prurito, irritazione, secrezioni vaginali per le donne e uretrali per gli uomini, bruciore dopo la minzione; spesso però l'infezione è asintomatica. L'infezione viene di solito trattata facilmente con una terapia antibiotica.
Anticorpi anti-HIV (HIV 1-2 Abs)
L’HIV (Human Immunodeficiency Virus) è il virus responsabile della sindrome di deficit immunitario acquisito (AIDS). Esistono due tipi di virus dell’HIV, il tipo 1 e il tipo 2. L’HIV-1 è il tipo più comunemente riscontrato nel mondo occidentale, mentre l’HIV-2 ha una più alta prevalenza in alcune regioni dell’Africa. Questo test di IV generazione rileva la presenza nel circolo ematico dell’antigene virale p24 e degli anticorpi totali contro HIV-1 e HIV-2. È possibile mettere in evidenza l’infezione già dopo 20 giorni dal comportamento a rischio.
Epatite B (HBsAg - Antigene AU)
Epatite B (HBsAg - Antigene AU)
HBsAg è l'antigene di superficie del virus dell'epatite B (HBV). L’antigene è quella proteina del virus che viene riconosciuta dal sistema immunitario come estranea al corpo e che innesca quindi la reazione immunitaria mirata ad eliminarlo. La sua presenza nel sangue indica quindi un'infezione da epatite B in corso.
Con il termine HCV Ab si indica l’insieme degli anticorpi formati dal sistema immunitario a seguito dell’incontro con il virus dell’epatite C. Il test va a rilevare l’eventuale presenza di questi anticorpi nel sangue: un risultato positivo indica la presenza di infezione; un risultato negativo indica l’assenza di anticorpi nel momento in cui è stato effettuato il prelievo, ma non esclude la possibilità di esposizione o infezione da HCV, poichè gli anticorpi HCV potrebbero essere non rilevabili prima di 4 – 11 settimane dal contagio.